Giocatore
storico dei Gladiatori Roma, con i quali ha disputato 3 Super Bowl,
dopo molti anni da giocatore, Giorgio Gerbaldi ha iniziato il suo
percorso da allenatore nelle file dei Marines Lazio come Assistant
Coach dei Defensive Back. Passato ai Dolphins Ancona, società per la
quale ha rivestito il ruolo di Defensive Coordinator, Gerbaldi ha poi
ricoperto il ruolo di Head Coach degli Angels Pesaro per due
stagioni, dopo le quali, dal 2012 ad oggi, ha ripreso il posto
di DC dei Dolphins. Assistente allenatore dei DB della nostra
nazionale tackle nel 2009, e nel frattempo giocatore di Flag
Football, nel 2012 Gerbaldi è Coach del Blue Team Flag per i
Mondiali di Goteborg, quando a causa di una formula molto
cervellotica l'Italia fu eliminata dal girone di qualificazione
nonostante un record di 5 vittorie e 2 sconfitte. Sotto il suo
mandato, ancora in corso, l’Italia ha conquistato l’argento agli
Europei di Pesaro nell’estate del 2013.
Ecco
alcuni passaggi dell'intervista concessa dal coach al sito
www.le100yard.it: La
variazione di luogo e date ha creato non poche difficoltà al
progetto dei raduni di avvicinamento alla data della competizione e,
di certo, non ci siamo facilitati la vita. Mi spiego: con tutti i
giocatori fuori per le vacanze, agosto è un mese inservibile per i
raduni. Al rientro c’è poi la data storica del 6/7 settembre per
il Big Bowl di campionato a Cervia e quindi è impossibile fare un
raduno su due giorni in quella data; e da lunedi 8 già è previsto
il randez vou a Grosseto. Quindi davvero non si è aggiunto tempo per
lavorare con il team, anzi… In ogni caso faremo un miniraduno di
qualche ora il 31 agosto a Roma e un raduno a Cervia il sabato 6
settembre nel pomeriggio. Non c’è tempo né modo di far di più
anche perché i ragazzi, appena dopo 2 giorni di torneo, avranno
l’impegno Mondiale. Direi non il massimo, ma cosi è e ci
adattiamo”.
Riguardo
alle scelte, il coach si è espresso così: “Non ho diramato le
convocazioni ufficiali perciò posso parlare del gruppo e non dei
singoli. La logica sarà quella dell’affiatamento di un gruppo
consolidato, con qualche innesto di giocatori che mi hanno
impressionato pur non giocando in squadre blasonate. Comunque sia, ed
indipendentemente dai risultati, posso dire che ho fatto e farò
le mie scelte in assoluta serenità, dopo aver visto molte partite
del campionato e dopo avere selezionato la rosa in 3 raduni fatti a
Ferrara, Ancona e Roma. Qualche scontento sicuramente ci sarà, ma
sono sereno di aver fatto del mio meglio per creare il miglior team
possibile. Oriundi? Eventualmente, si tratterebbe di un solo
giocatore. Non posso far presentazioni ufficiali solo per il fatto
che non avendo visto sul campo di flag questo giocatore non posso
dire ora se sarà o meno nella ristretta rosa dei 12. La decisione è
semplice: se giocherà il bowl di Cervia con una squadra di club ed
essendo di passaporto italiano come tutti gli altri, sarà un
giocatore eleggibile per la Nazionale. Oltre che nella squadra di
club sarà chiamato a svolgere il raduno di sabato 6 pomeriggio. Da
li, se meriterà tra bowl e raduno, al pari degli altri sarà
selezionabile/selezionato”.
Il
coach si è anche espresso sulle possibilità dell'Italia di arrivare
fino in fondo: “Chi ha esperienza internazionale sa che non è
possibile fare pronostici. Siamo una buona squadra, in grado di
giocare con chiunque per qualità dei nostri giocatori, ma poi al
Mondiale contano tante cose: i gironi, gli abbinamenti, lo stato di
forma. Impossibile quindi fare previsioni; non ne avevo fatte a
Pesaro ed abbiamo giocato da protagonisti sino in finale, pur
perdendola. La formula sarà fondamentale. Se come a Goteborg, in
Svezia nel 2012, passeranno in semifinale solo le prime due del
girone, tutto sarà più difficile; nel 2012, seppur con un 5-2 nel
girone di qualificazione, fummo estromessi dalla possibilità di
giocare per i posti dal 1° al 4°. Strane regole con dei playoffs
“tagliati” per le terze e le quarte dei gironi, nonostante i
record ampiamente vincenti. Questo per dire: impossibile fare
previsioni”.
Il
Flag Football potrebbe diventare un giorno disciplina olimpica.
Magari nel 2024. “Dieci anni di crescita sono tanti – commenta
Gerbaldi - il livello tecnico tattico del movimento ha bisogno di
crescer molto a livello di club in Italia, ma ho visto che questa
strada di crescita si sta percorrendo. Ci sono molti giovani talenti
in erba. E’ chiaro che se si arrivasse alle olimpiadi sarebbe per
tutto il movimento un salto di qualità enorme nei programmi, nelle
organizzazioni e nei budget. Insomma una crescita importante che, se
ben gestita, potrebbe far davvero bene al movimento del football in
Italia… purché l’aspetto tecnico e del campo mantenga sempre la
prevalenza su quello politico-istituzionale. Questo è fondamentale”.